spirited away

Le gambe morbide dalle ginocchia irriverenti presero posto sul divano allungandosi impudenti in una mossa felina, una di quelle inconsapevoli ma eloquenti, una di quelle che catturano definitivamente il mio sguardo. Lui era lì  calmo e io non lo ero per niente.
Mi scappavano fuori dalle mani tutte le buone intenzioni con cui avevo promesso a me stessa di partecipare alla serata. Erano intenzioni buone per tutti fuorché me.
Si fece scivolare nell'angolo del divano mantenendo lo sguardo fisso sulle mie anche, forse sulle mie ginocchia, forse sulle mie guance, quelle su cui avevo percepito una vampata più volte nell'arco della serata, dopo così tanti anni dall'ultima volta che mi era capitato che nemmeno me ne ricordavo la sensazione.
Rifiutavo il contatto poiché ne avevo bisogno, non incrociavo lo sguardo perché avrei desiderato non distoglierlo, mi negavo ogni cosa che sapevo avrebbe generato dipendenza.

Avrei voluto tutto e per questo scelsi di non prendermi niente.

Sezione: 
Catemera