Gnastarelle

le gnastarelle sono cose raccolte in giro, quegli oggetti che rimangono conservati nel cassetto, ognuno con una sua storia: cose da conservare, perché importanti anche se apparentemente di scarso valore

- I know you're not allowed to talk about what's happening but do you want to talk to me about how you feel?
- Like I've been in a foreign country. But I was there for such a long time that it all started to feel really familiar. So when I came home it feels like a foreign country, too.

[The East]

Eravamo dei perdenti che parlavano di vittorie.

[Edmund White - Un giovane americano]

Man mano che la bottiglia si svuota, il suo liquido bruno, simile a cherosene che alimenti una lampada, irradia, attraverso parole e ancora parole, il calore intenso della disperazione.

[Edmund White - Un giovane americano]

Andai alla finestra e guardai fuori. Stava calando la nebbia. Una bellissima nebbia. Guarda che bellissima nebbia. Le lanciai baci. La accarezzai con le mani. Cara Nebbia, sei una fanciulla in una veste bianca e io sono un cucchiaio sul davanzale. È stata una giornata calda, e io sono tutto caldo, dunque ti prego baciami, cara nebbia. Volevo saltare, vivere, morire, volevo… dormire da sveglio in un sogno senza sogni. Che cose meravigliose. Che meravigliosa chiarezza. Stavo morendo, ero morto, ed ero immortale. Ero il cielo e non lo ero. C’era troppo da dire, e non c’era maniera di dirlo.

[John Fante - La strada per Los Angeles]

Dieu veut que nous avons pitié de nous-mêmes.
Si vous n'avez pas pitié de vous-mêmes, comment vous aurez pitié des autres?

[Un poison violent]

A me la parola tolleranza non piace. Se tu devi tollerare qualcuno, non c'è il senso di uguaglianza.

[Il vento fa il suo giro]

- Tu connais Bjorn Magnersen?
- Non.
- C'est un grand... c'était un grand écrivain de chez nous. Il a écrit: "Toute action humaine est une manifestation contre la mort. " . C'est une phrase très importante.
- C'est une phrase très dangereuse.
- C'est une phrase qui m'aide à me réconcilier avec l'humain.

[Maelström - Denis Villeneuve]

Allora lo prendeva la tristezza, perché capiva che per loro stessa natura gli esseri umani non sono capaci di sentire che è stata data loro, una certa volta, la vita. Di sentirlo davvero, con un'acutezza e un'emozione primordiali. Quando era stata data loro la vita non erano stati capaci di comprendere il valore del dono, e dopo non si erano più affaticati a rifletterci su. E perciò sentono la vita solo nel suo lento rifluire dal loro corpo; sentono solo il proprio spegnersi, il proprio finire lento e sicuro. Dunque è un errore chiamarla "vita". È un'idiozia chiamarla così; perché è la loro morte che vivono gli umani, così, alternando cautela e paura, come se piantassero i talloni in terra per non scivolare troppo presto sulla tanto ripida china.

[David Grossman - Vedi alla voce: amore]

"E in quella stanza sono concentrate tutte le essenze più forti e aspre di quei giorni" disse lei e i suoi occhi vagavano ancora lontano da me, "ma ciò che stupisce è che in quella stanza non ci sono risposte già pronte. Nulla vi è detto. Tutto è solo possibile. Solo alluso. Solo possibilitato ad avverarsi. O destinato. E tu sei obbligato a passare tutto ciò di nuovo. Tutto. E sentirlo sulla tua carne viva. Senza intermediari e senza controfigure che eseguano le parti pericolose a te affidate. E se non hai dato alla Sfinge la risposta giusta - sei sbranato. O ne esci senza capire. E a mio parere è lo stesso."

[David Grossman - Vedi alla voce: amore]

Intanto non la chiamare gente, sono persone, una per una. Se la chiami gente non fai caso alle persone. Non si possono sentire i pensieri della gente, ma quelli di una persona alla volta.

Erri De Luca - Il giorno prima della felicità

È una tetra baracca di legno, a due piani, con finestre chiuse da tende. Sulla porta è attaccato un cartellino: "Comandante del Campo"; e sul muro esterno, un cartello più grande: "Impresa di Costruzioni Schönbrunn, Lipsia & Schmidt, Mümsterman". Di particolari come questi ne so un numero infinito. Solo l'essenziale mi manca.

[David Grossmann - Vedi alla voce: amore]

Ebrei erranti che non si muovevano nemmeno di un passo da dove stavano. E tutti aspettavamo qualcosa, e non sapevamo cosa.

[David Grossman - Vedi alla voce: amore]

Bisogna radunare insieme tutti i più valenti professionisti affinché eseguano la ricerca che è più importante e più necessaria. Analizzare l'essere umano fino all'ultima cellula, e capire cosa c'è dentro. Martellare, battere il materiale-uomo, schiacciarlo, appiattirlo, finché non spicchino i lineamenti del segno. Il marchio di fabbrica. Il numero, la combinazione che apre la cassaforte. Il manuale d'istruzioni per l'uso di questa macchina, un libro che spieghi una volta per tutte a cosa è destinata e come la si deve usare e come e quanto la si può migliorare. E cosa fare nel caso che si guasti e lei stessa non possa correggere da sé i propri errori. [...] Sì. L'essere umano bisogna smontarlo. Disarticolarlo membro a membro. Dividere ciò che è chiamato "vita" nei più fini filamenti della sua trama, e porre ogni filamento sotto la lente del microscopio. Neutralizzare così, in modo scientifico e bene ordinato, tutto ciò che non è più sopportabile, "l'aggressività", per esempio, e "l'amore", per esempio, fino a che non ci si facciano ben chiari e non cessino di darci un tale "dolore" e dei tali "tormenti". Fino a che comprendiamo. E fino ad allora - sospendere tutto: "l'amore" e "la pietà" e "la morale". Fino ad allora non esisteranno "giusto" e "non giusto". "Amante" e "non amante". Non ci saranno "scelta" o "libertà". Siamo in regime d'emergenza, un pugno e quattro dita, tutta questa roba è solo un lusso superfluo, adatto ai giorni di "pace", e a creature pronte a "credere" nell'essere chiamato "uomo" e nel suo "buon cuore" e nella sua "vocazione morale", e nello "scopo" "della" "sua" "vita", [...]

[David Grossmann - Vedi alla voce: amore]

..ma ora sono qui solo, solo, non lasciarmi qui solo di notte, racconta, solo tu e la tua storia mi siete restati, che catastrofe.

[David Grossman - Vedi alla voce: amore]

Secondo Wasserman era dovere di ogni essere umano rinnovare la validità morale delle proprie decisioni, nonché la loro validità riguardo a sé stesso, ogni volta che egli si trova obbligato a mettere in pratica ciò che deve essere dedotto da tali decisioni. Per dirla con le parole di Wasserman: "Ché non esiste decisione alcuna, Herr Neigel, la cui validità sia eterna, ma se lei è un uomo d'onore, come ciò che lei ha detto finora testimonia, allora si trova obbligato a prendere di nuovo quella sua decisione ogni giorno che Dio mette in terra, sempre di nuovo e dapprincipio, e ogni volta che lei sopprime un qualche essere umano nel suo Campo, sì proprio così Vossignoria, ogni volta deve nuovamente formulare quella decisione con parole nuove e fresche, e porgere orecchio e sentire se davvero in quelle parole nuove palpiti il suo primitivo volere, la sua stessa voce, la vera espressione di lei medesimo".

[David Grossman - Vedi alla voce: amore]

Si stupiva che gli fosse stato possibile vivere, a un tempo, così assolutamente estraneo alla donna insieme alla quale avrebbe poi generato una figlia. Mi pare che per qualche ragione la cosa lo deludesse molto. Mio nonno, Anshel Wasserman, nonostante il suo aspetto modesto, un po' secco, era a quanto sembra in cuor suo un romantico. Gli chiesi se dopo le nozze non aveva mai più provato quel senso di estraneità, e lui non rispose. Dissi che mi pareva che nei rapporti tra marito e moglie siamo tutti condannati a sperimentare l'intero ventaglio delle sensazioni che è possibile provare tra due esseri umani.

[David Grossman - Vedi alla voce: amore]

Quarant'anni di ostinata solitudine, per così dire volontaria, si erano infranti in un attimo quando vi si introdusse la radice di questa pianta frangirocce che è il sentir bisogno di un altro essere umano.

[David Grossman - Vedi alla voce: amore]

... e Fried parlava, e in realtà non parlava, ma solo muggiva e frantumava parole e gemiti in faccia a Kasik, perché sentiva come era breve, come era breve il Tempo (v. voce), e Kasik quasi soffocava sotto la frana che gli era precipitata addosso, che consumava la sua vita in veloce esaurimento, che gli gettava addosso un'esperienza di cui mai avrebbe potuto far uso, perché lui voleva vivere la propria vita, fare i propri errori, e Fried aprì d'un tratto gli occhi, e guardò il bambino con Compassione (v. voce), e vide quanto era piccolo e debole e infelice, e tacque rattristato. E così stettero i due abbracciati per un lungo momento. E il dottore seppe che ora, solo ora, stava facendo per suo figlio la cosa più importante.

[David Grossman - Vedi alla voce: amore]

Markus disse: "Mi sente, Reb Anshel? Io dico, riguardo all'amore dico si, che un uomo può amare tutto. Ogni cosa al mondo può suscitare in lui affetto, ma di vero amore, ah, di vero amore può amare solo l'uomo". Wasserman: "Ma ecco, lei stesso, Signor Markus, lei stesso, se non sbaglio, ama tanto la musica. E a volte le provoca il pianto, no?". "Ah, un grande amore, proprio così. Ma è un amore astratto. E perciò non è un vero amore. Gli manca qualche cosa. È troppo eccelso e ideale." Fried: "E io preferisco rovesciare la tua formula, Markus, e dirti che un uomo può odiare ogni cosa, ogni cosa al mondo, ma non potrà mai odiare qualche cosa più di quanto sia capace di odiare un uomo".

[David Grossman - Vedi alla voce: amore]

"E si ricordi, Herr Neigel, che c'è un solo modo di raccontare la storia come si deve." "Come?" chiese Neigel a voce bassissima, e Anshel Wasserman, a voce ancora più bassa, quasi impercettibile: "Crederci".

[David Grossman - Vedi alla voce: amore]

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