Gnastarelle

le gnastarelle sono cose raccolte in giro, quegli oggetti che rimangono conservati nel cassetto, ognuno con una sua storia: cose da conservare, perché importanti anche se apparentemente di scarso valore

Non riesco a guardarti, posso parlarti solo così, di fianco. Dove sono finiti i tuoi occhi che da soli portavano carezze? Sembra che non abbiano più dormito, occhi impossibili”.
Infine dopo avermi lasciato il tempo di inghiottire a secco, mi prese la mano e mi disse: “Non vedo l’ora che scendi da quella porta, dal cuore, dalla macchina. Ti prego, chiudi piano”.
Così mi sciolsi e uscii, restando ad aspettare che tirasse via le marce fino in fondo alla strada. Intorno la città ubriaca di sonno dormiva per dimenticare.
Avevo trent’anni quella sera, e nient’altro.

[Erri De Luca - In alto a sinistra]

Cercava di ricostruire la genealogia, raggruppando aneddoti di famiglia perché io potessi ricordarli. Non me ne sono mai incuriosito. “Perché non hai figli, nessuno a cui raccontare le storie. In tanta tua generazione poligama, tu solo sei rimasto fuori dai registri di nozze. È povero un uomo senza donna, perché smette di crescere.” Diceva cose sagge, ma le diceva a una stanza vuota. Le sentivo a eco, come un rimbombo di malinconia, mi difendevo: “A una moglie avrei niente da offrire, troppo da chiedere”.

[Erri De Luca - In alto a sinistra]

Se è davvero così, se ti senti tra parentesi, permettimi allora di infilarmici dentro, e che tutto il mondo ne rimanga fuori, che sia solo l’esponente al di fuori della parentesi e ci moltiplichi al suo interno.

[David Grossman - Che tu sia per me il coltello]

Tutte cose che non sapevo, e non potevo immaginare - sento la mia anima fare un piccolo sforzo. Come se dovessi “spingere” questo particolare dentro la tua immagine, nel modo in cui si infila un libro in uno scaffale già zeppo. Ma nell’attimo in cui lo facci, tutto ciò che so di te si ridispone intorno a quel particolare.

[David Grossman - Che tu sia per me il coltello]

Noi figli spendemmo il residuo del pianto come se avessimo dovuto restituire la parte del cuore che non usavamo più.

[Pino Roveredo - Capriole in salita]

...e io ricordo ancora la sensazione fisica di angoscia che mi riempiva, strisciando, per poi fossilizzarsi nel punto in cui, una volta, c’era la gioia di vivere. L’angoscia che tutto quello che c’è di buono in me non sarà mai dato a nessuno, e nessuno lo vorrà mai. Ma cosa c’è di buono in me?

[David Grossman - Che tu sia per me il coltello]

Guardami dritto negli occhi e chiedimi di nuovo, come hai fatto nella lettera, se per caso i muscoli dorsali della mia anima non si stiano atrofizzando e se tu non stia diventando troppo pesante per la mia illusione. Chiedimi dell’altro, chiedimi quali sono le mie vere sensazioni quando ti apri così davanti a me. Non rinunciare, aiutami a combattere il gemello nero che c’è in me, perché da solo non ne sono capace, non posso vincerlo. Chiedimi di affrontare senza riserve i miei sentimenti verso questa tua ferita aperta che mi risucchia al suo interno, richiudendosi sopra di me. Chiedimi di provare il dolore di un altro, di sentire dove fa male, in quale punto del corpo.

[David Grossman - Che tu sia per me il coltello]

Amore è il fatto che tu sei per me il coltello con cui frugo dentro me stesso.

[David Grossman - Che tu sia per me il coltello]

Nel compito di biologia di Avishay Riklin leggo: “Affinché un uccello possa sviluppare appieno le proprie doti canore deve entrare in contatto con altri esemplari della sua specie fin dai primi mesi di vita. In caso contrario la sua capacità canora verrà compromessa”.
Rimango immobile, lo sguardo perso nel vuoto. Per lunghi minuti, probabilmente, finché Ariela mi da un leggero strattone. Sguardi incuriositi e preoccupati. Ho la gola in fiamme.
(Vieni a cantare con me, individuo della mia specie.)

[David Grossman - Che tu sia per me il coltello]

Secondo me, svelare a una persona qualcosa che non sa di se stessa è un grande dono d'amore. Il più grande.

[David Grossman - Che tu sia per me il coltello]

- I know you're not allowed to talk about what's happening but do you want to talk to me about how you feel?
- Like I've been in a foreign country. But I was there for such a long time that it all started to feel really familiar. So when I came home it feels like a foreign country, too.

[The East]

Eravamo dei perdenti che parlavano di vittorie.

[Edmund White - Un giovane americano]

Man mano che la bottiglia si svuota, il suo liquido bruno, simile a cherosene che alimenti una lampada, irradia, attraverso parole e ancora parole, il calore intenso della disperazione.

[Edmund White - Un giovane americano]

Andai alla finestra e guardai fuori. Stava calando la nebbia. Una bellissima nebbia. Guarda che bellissima nebbia. Le lanciai baci. La accarezzai con le mani. Cara Nebbia, sei una fanciulla in una veste bianca e io sono un cucchiaio sul davanzale. È stata una giornata calda, e io sono tutto caldo, dunque ti prego baciami, cara nebbia. Volevo saltare, vivere, morire, volevo… dormire da sveglio in un sogno senza sogni. Che cose meravigliose. Che meravigliosa chiarezza. Stavo morendo, ero morto, ed ero immortale. Ero il cielo e non lo ero. C’era troppo da dire, e non c’era maniera di dirlo.

[John Fante - La strada per Los Angeles]

Dieu veut que nous avons pitié de nous-mêmes.
Si vous n'avez pas pitié de vous-mêmes, comment vous aurez pitié des autres?

[Un poison violent]

A me la parola tolleranza non piace. Se tu devi tollerare qualcuno, non c'è il senso di uguaglianza.

[Il vento fa il suo giro]

- Tu connais Bjorn Magnersen?
- Non.
- C'est un grand... c'était un grand écrivain de chez nous. Il a écrit: "Toute action humaine est une manifestation contre la mort. " . C'est une phrase très importante.
- C'est une phrase très dangereuse.
- C'est une phrase qui m'aide à me réconcilier avec l'humain.

[Maelström - Denis Villeneuve]

Allora lo prendeva la tristezza, perché capiva che per loro stessa natura gli esseri umani non sono capaci di sentire che è stata data loro, una certa volta, la vita. Di sentirlo davvero, con un'acutezza e un'emozione primordiali. Quando era stata data loro la vita non erano stati capaci di comprendere il valore del dono, e dopo non si erano più affaticati a rifletterci su. E perciò sentono la vita solo nel suo lento rifluire dal loro corpo; sentono solo il proprio spegnersi, il proprio finire lento e sicuro. Dunque è un errore chiamarla "vita". È un'idiozia chiamarla così; perché è la loro morte che vivono gli umani, così, alternando cautela e paura, come se piantassero i talloni in terra per non scivolare troppo presto sulla tanto ripida china.

[David Grossman - Vedi alla voce: amore]

"E in quella stanza sono concentrate tutte le essenze più forti e aspre di quei giorni" disse lei e i suoi occhi vagavano ancora lontano da me, "ma ciò che stupisce è che in quella stanza non ci sono risposte già pronte. Nulla vi è detto. Tutto è solo possibile. Solo alluso. Solo possibilitato ad avverarsi. O destinato. E tu sei obbligato a passare tutto ciò di nuovo. Tutto. E sentirlo sulla tua carne viva. Senza intermediari e senza controfigure che eseguano le parti pericolose a te affidate. E se non hai dato alla Sfinge la risposta giusta - sei sbranato. O ne esci senza capire. E a mio parere è lo stesso."

[David Grossman - Vedi alla voce: amore]

Intanto non la chiamare gente, sono persone, una per una. Se la chiami gente non fai caso alle persone. Non si possono sentire i pensieri della gente, ma quelli di una persona alla volta.

[Erri De Luca - Il giorno prima della felicità]

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